Estratti da Canti erotici dei Primitivi di Alfonso di Nola - Ed. Garzanti


AMERICHE




Eskimo


Stanotte ti ho sognata

,


Stanotte ti ho sognata

Ho sognato che camminavi sui ciottoli della riva, -

che con te camminavo.

Come se fossi sveglio,

ho sognato che ti inseguivo,

che ti desideravo,

che tu eri desiderabile

come una giovanissima foca,

che tu eri per me desiderabile

quale per il cacciatore

una giovanissima foca

che si immerge

quando si sente inseguita.

Così tu eri desiderabile

per me che ti ho sognata.


Chippewa-Ojibwa


Quando mi sei accanto


Quando mi sei accanto,

il cuore mi canta:

è ramo danzante,

danzante dinanzi allo Spirito del Vento

nella luna di fragole.

Quando mi guardi corrucciata,

o mia amata,

il cuore mi si fa tenebre,

ombre di nuvole

oscurano

un fiume di splendore.

Ma, appena sorridi,

il sole si lea,

fa simili ad oro

i solchi aperti dal freddo vento

sulla superficie dell'acqua.


Pellerossa (Nuovo Messico)


Perchè io guarisca

lo stregone ha dipinto

l'immagine tua del deserto:

dorata sabbia per i tuoi occhi,

sabbia rossa per la tua bocca,

azzurra sabbia per i tuoi capelli,

sabbia bianca per le mie lacrime.


Tutto il giorno ha dipinto.

Tu come dea crescevi

sull'immenso canovaccio giallo.

Di sera il vento disperderà

la tua ombra multicolore.

Secondo la legge, nulla ne resta,

nulla oltre il simbolo delle mie lacrime:

la sabbia d'argento.


Hu-hu, e he tha


Hu-hu, e he tha!


Il gufo dal ciuffo ha lanciato il richiamo.

Si vale del silenzio notturno

per attirare la femmina.


Da vaste lontananze tu senti

il grido del papavero selvaggio

che vuole sbocciare.


Sospira come te,

fiore del deserto,

quando t'apri al diletto.


Sanguinante come il papavero,

gemebonda come i suoi fiori,

tu cui la pudicizia soffoca il grido.


Hu-hu, e he tha!

Il gufo dal ciuffo ha lanciato il richiamo.


Ch'io sia la fascia che la fronte ti cinge


Ch'io sia la fascia che la fronte ti cinge,

sì vicina ai tuoi pensieri.


Ch'io sia il grano di mais

frantumato dai tuoi denti selvaggi.


Ch'io sia, al tuo collo, turchese caldo della tempesta del tuo sangue!


Ch'io sia la lana variopinta del telaio,

la lana che scivola tra le tue dita.


Ch'io sia la tunica di velluto

sul flusso e riflusso del tuo cuore.


Ch'io sia la sabbia nei mocassini

che osa carezzare le dita dei tuoi piedi.


Ch'io sia il tuo sogno notturno,

quando, nelle nere braccia del sonno, tu gemi.


Wintu


Prima che giungi al passo delle montagne di neve


Prima che giungi al passo delle montagne di neve

verso il nord

prima che scendi verso il nord,

deh, volgiti e guardami.

Tu che dimori sotto le montagne di neve,

volgiti e guardami


Quel giaciglio che ci scavammo


Quel giaciglio che ci scavammo c'è ancora,

c'è ancora,

c'è ancora,

c'è ancora.


Te ne prego


Te ne prego -

insegnami la parola che ignoro!


Piaroa


La luna è per l'uomo


I

La luna è per l'uomo

che aspetta,

il sole per la canoa

che risale il fiume;

l'acqua è tutti gli uomini della selva.

Ma la farfalla rossa

è per Merica.

Merica è la fanciulla che amo:

Merica che raccoglie la yuca

e cuoce focacce di cassave.

Merica è luna, sole, acqua, farfalla.

II

Danzo per te, Merica:

la tua mano

ècome il tenero frutto

della palma;

il tuo piede

ème il seme del cotone

leggero e silenzioso;

il tuo fiato

ha il gusto dell'ananas,

ma la tua bocca non ha spine.

Vieni con me

nella selva,

vieni con Menaue.

Vieni con me sulle pietre calde del fiume:

io vedo la luna nei tuoi occhi,

nel tuo seno è il miele.

La mia vita sarà dolce.

III

Se tu mi guardi

sono come la farfalla

rossa;

se mi parli

sono il cane che ascolta.

Se m'ami

sono il fiore che si scalda

tra i tuoi capelli.

Se mi respingi

sono come una canoa

vuota,

che va sul fiume

e il sasso la spezza.


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