Estratti da Canti erotici dei Primitivi di Alfonso di Nola - Ed. Garzanti
Ho sognato che camminavi sui ciottoli della riva, -
che con te camminavo.
Come se fossi sveglio,
ho sognato che ti inseguivo,
che ti desideravo,
che tu eri desiderabile
come una giovanissima foca,
che tu eri per me desiderabile
quale per il cacciatore
una giovanissima foca
che si immerge
quando si sente inseguita.
Così tu eri desiderabile
per me che ti ho sognata.
Quando mi sei accanto,
il cuore mi canta:
è ramo danzante,
danzante dinanzi allo Spirito del Vento
nella luna di fragole.
Quando mi guardi corrucciata,
o mia amata,
il cuore mi si fa tenebre,
ombre di nuvole
oscurano
un fiume di splendore.
Ma, appena sorridi,
il sole si lea,
fa simili ad oro
i solchi aperti dal freddo vento
sulla superficie dell'acqua.
lo stregone ha dipinto
l'immagine tua del deserto:
dorata sabbia per i tuoi occhi,
sabbia rossa per la tua bocca,
azzurra sabbia per i tuoi capelli,
sabbia bianca per le mie lacrime.
Tutto il giorno ha dipinto.
Tu come dea crescevi
sull'immenso canovaccio giallo.
Di sera il vento disperderà
la tua ombra multicolore.
Secondo la legge, nulla ne resta,
nulla oltre il simbolo delle mie lacrime:
la sabbia d'argento.
Il gufo dal ciuffo ha lanciato il richiamo.
Si vale del silenzio notturno
per attirare la femmina.
Da vaste lontananze tu senti
il grido del papavero selvaggio
che vuole sbocciare.
Sospira come te,
fiore del deserto,
quando t'apri al diletto.
Sanguinante come il papavero,
gemebonda come i suoi fiori,
tu cui la pudicizia soffoca il grido.
Hu-hu, e he tha!
Il gufo dal ciuffo ha lanciato il richiamo.
Ch'io sia la fascia che la fronte ti cinge,
sì vicina ai tuoi pensieri.
Ch'io sia il grano di mais
frantumato dai tuoi denti selvaggi.
Ch'io sia, al tuo collo, turchese
caldo della tempesta del tuo sangue!
Ch'io sia la lana variopinta del telaio,
la lana che scivola tra le tue dita.
Ch'io sia la tunica di velluto
sul flusso e riflusso del tuo cuore.
Ch'io sia la sabbia nei mocassini
che osa carezzare le dita dei tuoi piedi.
Ch'io sia il tuo sogno notturno,
quando, nelle nere braccia del sonno, tu gemi.
Prima che giungi al passo delle montagne di neve
verso il nord
prima che scendi verso il nord,
deh, volgiti e guardami.
Tu che dimori sotto le montagne di neve,
volgiti e guardami
c'è ancora,
c'è ancora,
c'è ancora.
Te ne prego -
insegnami la parola che ignoro!
La luna è per l'uomo
che aspetta,
il sole per la canoa
che risale il fiume;
l'acqua è tutti gli uomini della selva.
Ma la farfalla rossa
è per Merica.
Merica è la fanciulla che amo:
Merica che raccoglie la yuca
e cuoce focacce di cassave.
Merica è luna, sole, acqua, farfalla.
II
Danzo per te, Merica:
la tua mano
ècome il tenero frutto
della palma;
il tuo piede
ème il seme del cotone
leggero e silenzioso;
il tuo fiato
ha il gusto dell'ananas,
ma la tua bocca non ha spine.
Vieni con me
nella selva,
vieni con Menaue.
Vieni con me sulle pietre calde del fiume:
io vedo la luna nei tuoi occhi,
nel tuo seno è il miele.
La mia vita sarà dolce.
III
Se tu mi guardi
sono come la farfalla
rossa;
se mi parli
sono il cane che ascolta.
Se m'ami
sono il fiore che si scalda
tra i tuoi capelli.
Se mi respingi
sono come una canoa
vuota,
che va sul fiume
e il sasso la spezza.
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