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Antologiale poesie indimenticabili |
di Mario Benedetti
Non ho mostri interiori!
Non fumo in pipa di fronte all'orizzonte.
Al limite credo che le mie ossa
sono importanti per me e la mia ombra.
Le notti di sabato mi riempiono di coraggio.
Il mio naso (che vergogna!) non è come quello di Goethe
e non posso pentirmi della mia malinconia
e dimentico quasi sempre che il suicidio è gratuito.
Che vergogna!
Mi piacciono le donne!
Soprattutto se sono insistenti e magre;
e non confondono sete per parossismo.
Che vergogna, mio dio!
Non mi piace Ionesco!
Eppure non ho mostri interiori.
Vorrei promettere come Dio manda
e dubitare come la gente in prosa.
Che vergogna, nel pomeriggio!
Che vergogna!
Mi piace accomodarmi alla finestra.
Vedere come la pioggia corre ai miei creditori,
e metteri ad aspettare o forse ad aspettarti.
Proprio come se la morte fosse un falso allarme.
Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto, mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato, difatti prenderei
pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi, farei più viaggi, guarderei più
tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi,
andrei in più posti dove mai sono andato, mangerei più
gelati e meno fave, avrei più problemi reali e
meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente e
precisamente ogni minuto della sua vita; certo che ho avuto
momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei
di avere soltanto
buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate,
di quello è fatta la vita,
solo di momenti;
non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza
un termometro,
una borsa d'acqua calda, un ombrello
e un paracadute;
se potessi vivere di nuovo
comincerei ad andare scalzo
all'inizio della primavera
e continuerei così
fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe
e giocherei di più con i bambini,
se avessi un'altra volta
la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.
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di Nazim Hikmet
Prendila sul serio,
come fa lo scoiatolo ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio,
le mani legate, o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinchè vivano gli uomini,
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio,
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perchè restino ai tuoi figli
ma perchè non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita sulla bilancia peserà di più.
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