Estratti da Canti erotici dei Primitivi di Alfonso di Nola - Ed. Garzanti


ASIA



Armenia


Vorrei Liquefarmi


Vorrei liquefarmi,

in acqua mutarmi,

confondermi ai fiumi dall'onda abbondante,

risalire alle sorgenti dei fiumi.

E la mia bella verrebbe a riempire la brocca,

nella brocca fluirei gorgogliando.

Ella sosterrebbe la brocca sulla spalla:

io le sgocciolerei per i seni.


E sia io una lira


E sia io una lira

per restarti tutto il giorno sul seno.

E sia una cintura di seta

per stringerti il fianco.

E sia acqua di fonte

per fluirti in bocca.

E sia primaverile rugiada

per irrorarti.

O corde di seta

per cantarti ogni sorta di canto.

O vino di dolci granate

per restar tutto il giorno nella tua bottiglia,

per baciarti la lingua.


Se mai fossi stata una rondine,

Avrei costruito sul tuo tetto il mio nido,

avrei avuto i miei rondinotti

e, cinguettando, mi sarei satollato d'amore.

Dal mattino fino alla sera

ti avrei contemplata nel volto.

E a notte sarei entrato nel tuo letto

a giacerti vicino

fino al levarsi del giorno.

E allo spuntare dell'alba

avrei ripreso il cinguettio nel mio nido.

Al sorgere del sole

sarei andato in giro per il mondo.


Deh, vieni, andiamo nei campi


Deh, vieni, andiamo nei campi!

Nulla diciamo al padre, alla madre.

Per tutta la notte, al chiaro di luna,

giochiamo fino a che il giorno si levi.

Succhiamo lo zucchero dei fiori melati,

mangiamo l'erbe, beviam la rugiada,

addormentiamoci al gemito dei colombi selvatici

diveniamo terra come la terra delle campagne.

E che dalla nostra terra sbocci un fiore,

il fiore di vita o di morte,

Colui che non ha desiderio di morte,

strappi prima il petalo della vita.


Oh, mia diletta


Oh, mia diletta!

In mezzo alle nevi,

se tutta nuda ti serrassi fra le mie braccia,

l'inverno mi sarebbe estate.


Beduini Rwala


La figlia dello zio Rarawi


La figlia dello zio Rarawi

mi desidera, -

io per lei mi struggo.

Quando trascorre

con il suo fazzoletto frangiato,

si porta nelle mani

il mio piccolo cuore


Quale splendore


Quale splendore,

quando ancora è nelle sue vesti

e il seno le si solleva.


Quale dolcezza,

mentre si spoglia

e i miei denti la mordono!


Diletta,


Diletta,

dammi un bacio, -

e sia lieve

quale seta che a un ramo si impiglia

Hai otto denti

candidi come il fresco latte della cammella.

Le tue guance

effondono la fragranza del darir.


Oh, la gazzella!


Oh, la gazzella!

Si trascina dietro la veste,

le trecce gli battono contro


La sua saliva è miele fuso.

Benedetto è colui che può suggerla


Dolore,


Dolore,

il mio dolore è per te, o Dbajje:

simile al dolore che ha una cammella giovane

assetate, vagante alla bocca della sorgente:

ma l'acqua è profonda

né vi è chi l'attinga


Oh, le sue trecce!

sono forse un centinaio,

somigliano le variopinte strisce

di un cammello in corsa.


Oh, i suoi seni!

Somigliano le uova del Kudrijje.

Ad essi si scaldano gli amanti,

mentre hai disciolta la chioma


Questo è il mio lamento


Questo è il mio lamento.

per lei io piango

sconvolto nel fondo dell'anima.

E fossi io una catena della sua collana,

potessi io così giocare sul suo seno.


Tartari


Saliamo sulla riva del Fiume Bianco

Saliamo sulla riva del Fiume bianco,

con possenti bracciate nuotiamo.

Il cuculo chiama, piange l'usignolo.

Come potremo, in quest'ora,

indugiare in terra straniera?


Lungo il Fiume Bianco


Lungo il Fiume Bianco

screziate oche nuotano nella corrente.

Se ti stringe il singhiozzo,

pensami:

chè io ti sospiro!

La bianca scarpa di feltro


La bianca scarpa di feltro

affonda nella neve.

Chi compra una scarpa verde?

Davvero io ti chiedo:

chi giace stanotte sul tuo seno?


Nella nera foresta accesi un fuoco


Nella nera foresta accesi un fuoco

una nera pianta bruciai.

Se non volevi prendermi,

perchè ti sei lasciata baciare?

corrompedo la mia bocca

ad una cattiva usanza?


Turcomanni dell'Altai


Ai corpi diritti come palmeti,


Ai corpi diritti come palmeti,

ad anche flessili come canneti,

preferiamo l'asta ritta dei nostri stendardi

cui, in cima s'agita l'orinfiamma color del sole.


Ai capelli di seta, rossi come ardenti carboni,

a capelli di seta, neri come carboni spenti,

a capelli che suscitao aurore o notti sul campo,

preferiamo il tugh che s'agita in mezzo alle mischie,

il tugh portante crini dorati o neri

che strappammo alla coda dei focosi corsieri.


Ai seni biancosplendenti di vergini petti

che duri sono quale acciaio tre volte forgiato,

rotondi quali coppe di marmo

onde esala il profumo inebriante e sottile,

preferiamo il riflesso di spade tre volte forgiate,

lo splendore di scudi rotondi come immense coppe.


Alle frecce assassine di un occhio nero,

fatto ancor più nero dall'arco delle sopracciglie,

(e la palpebra, anch'essa segnata

da voluttà concesse e godute,

si circoda di piaceri d'amore) -

preferiamo le frecce di morte

che l'arco nostro tende

nella mischia della battaglia


Le frecce dell'occhio hanno in punta una carezza

che solo scocca per cuori amici, -

una punta che sovente ferisce quei cuori,

dà loro talvolta la morte,

mentre i nostri archi portano frecce

che serbammo solo ai nemici,

e in mezzo a loro seminano morte.


A nude reni che s'incurvano sotto strette affannose,

che si impennano sotto il rosso fuoco dei baci, preferiamo i nostri cavalli bardati d'oro e d'argento,

i nostri cavalli che giammai si incurvano,

che si impennano e balzano solo

alla vista del sangue delle carneficine.


Pakistan


O barcaiuolo che reggi la barca variopinta


O barcaiuolo che reggi la barca variopinta,

ormeggia la tua barca a questa banchina,

dimmi i segreti del cuor tuo.


O marinaio che veleggi con barca ben fatta giù per il fiume,

puoi dirmi se il fiume ha fine o principio?

Fino a dove corre esso lontano?

Le onde che s'alzano hanno portato via la mia brocca.

Ed io ti aspetto amor mio.

T'ha rubato qualcuna il mio cuore?


Tibet


Io ho guardato la figlia di nobile famiglia,


Io ho guardato la figlia di nobile famiglia

piacevole, piena di giovanile vigore,

come si guarda la pesca appetitosa

sospesa in cima alla pianta

lungi da mano che posssa toccarla.


Questa fanciulla non è nata di madre


Questa fanciulla non è nata di madre

ma è nata piuttosto da un pesco.

Più presto che i fiori di pesco

il suo amore per un uomo sfiorisce


Nepal


Oh, Leila!


Oh, Leila!

In bocca tu porti tre cose:

un filo di perle di Bahrein,

un sorso di vino di Shiraz,

il profumo del muschio tibetano.


Muschio del Tibet è il tuo fiato,

vino di Sciraz è la tua saliva,

perle di Bahrein sono i tuoi denti.

Oh, Leila!


Oh, Leila!

Negli occhi tu porti tre cose

i neri diamanti dell'Hindustan

le sete ricamate di Lahore

le fiamme del Fuji-Yama


Fiamme del vulcano sono il loro lampo

sete ricamate di Lahore il loro desiderio

diamanti neri Hindustani il loro colore.

Oh, Leila!


Oh, Leila!

Nel cuore tu porti tre cose:

tutti i cobra gialli di Birmania,

tutti i funghi mortali del Bengala,

tutti i fiori velenosi del Nepal.


Fiori velenosi sono le tue confidenze,

funghi mortali i tuoi baci,

gialli cobra i toui tradimenti.

Oh, Leila!


Zingari Sinti


Passa lo spettro del "Mulo"


- Passa lo spettro del "Mulo"

nella verde foresta.

Conosco un vecchio violino

che porta tre corde.

Fanciulla, vieni con me

nella verde foresta.


- Oh no, mio ragazzo

quello che chiedi non faccio

non abbandono la mia gente.

Lo sapesse mio padre,

lo sapesse mia madre,

noi due prenderebbero prigionieri,

ci spezzerebbero le ossa.

No, no, mio ragazzo,

quello che chiedi non faccio,

non abbandono la mia gente.


Zingari di Gomor


Non lacerare,


Non lacerare, non lacerare

la mia bella camicia!

Perchè non ho un'amante

che me ne cucisca un'altra.


Zingari di Mosca


Andrò a falciare i sarmenti non lungi da lei


Andrò a falciare i sarmenti non lungi da lei,

O mia falce tagliente, sta sicura che ti troverò un erba tenera.

Non innamorarti, mio povero cuore!

Stilleresti di dolore, come la mia falce del succo delle erbe.


Coro:


Stilleresti di dolore


Le belle ragazze sono volubili;

le loro promesse sono come le allodole,

salutano la primavera e fuggono via.


Coro:


E fuggono via.


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