Il corpo accoglie il respiro e lo riscalda. Lo scambia con l'aria. Lo riprende. Ombre svelate e ricomposte. Sole sull'acqua, sulle montagne. Piccole ombre mobili si muovono e si nascondono tra l'erba spinta dal vento lieve sul prato.
Quante anime antiche sono trascorse ferite nei sogni, incatenate ai bisogni, trascorse e rinsecchite! Costrette nel guscio, nel liquido amniotico delle famiglie e dell'impresa. Ricondotte all'austero comando di frasi perdute e sconfitte. Riconciliate col dono.
Il vento di ieri trasmette un richiamo più antico. Più estesa la falce animata dal prato tra l'erba che cade, la linfa che scorre. Gli aromi diffusi. L'aria che asciuga. Ritorna il silenzio.
Non più elastiche erbe che si piegano al vento. Echi di grilli camminando sul prato. Piccole ferite sui piedi nudi. Cammino in silenzio.
Ancora sento il risucchio del tempo. E' lontano. Sento echi di futuro nei momenti appena passati. E non li rincorro. Sono sorrisi e carezze. Conforti. Sensazioni di barriere che cadono. Echi e ombre sottili. Aliti di vento. Sole sulla pelle bagnata. La mano di un uomo tra il collo e i capelli. Un nuovo respiro. Un'altra notte e il riposo che libera il sogno. Paesaggi non ancora scoperti. Mani che si muovono. Moellstrom e quiete. Linee trasversali all'incoscienza e all'orrore. Le vie degli uccelli che migrano e si ritrovano. L'istinto della madre e la sete dell'uomo. Mare mosso tra i pensieri.
Onde di oceani che custodiscono. Ali che solcano il cielo. Luce che scompare e bagliori che appaiono. Il freddo nelle ossa. Gli echi delle vite spezzate e ferite. Foglie secche che cadono. Ali di farfalla rinsecchite tra i vetri. Segni colorati appesi alle pareti. Un fuoco che riscalda. Il vino che scende. Essenza di brezza che risale e avvolge i pensieri. Altra prospettiva.
Il sole sulla pelle ha il sapore del fieno maturo. Il ritorno. I fuochi che hanno riscaldato i viaggiatori dell'inverno appenninico, asciugato le vesti inzuppate di neve. L'amico che assaggia il vino dell'uomo che è mancato per tanto ed che ha viaggiato per mare. Ancora ha in testa il rumore di spari, il fragore di bombe. Il figlio è tornato, accolto, abbracciato. Il calore di donna nel letto ritrovato e l'ansia di fuga dei figli. Padre, dove sei stato? E cosa hai visto nel mare e sulle terre che hai calpestato? Gli alberi hanno tronchi più spessi di quando li avevi lasciato.